sabato 9 giugno 2012

Ray Bradbury

L'estate del razzo

Fino ad un istante prima era ancora l'inverno dell' Ohio, le porte chiuse, i vetri alle finestre ricoperti di brina, stalattiti di ghiaccio a frangia d'ogni tetto, bimbi che sciavano sui pendii, massaie dondolanti come grandi orsi neri nelle loro pellicce sulle vie gelate.
E a un tratto una lunga onda tiepida era passata sulla cittadina.
Una marea di aria calda, quasi che qualcuno avesse lasciato aperta la porta di una panetteria.
Il calore pulsava tra le casette, i cespugli, i ragazzi. Le stalattiti di ghiaccio si distaccavano rovinose e, in frantumi, si scioglievano rapidamente. le porte si spalancavano. I vetri delle finestre si alzavano impetuosi. 
I ragazzi buttavano via gli indumenti di lana. Le massaie si spogliavano delle loro pelli d'orso. La neve si scioglieva a mostrare la verde, antica prateria dell'ultima estate. 
L'estate del razzo.
Le parole passavano di bocca in bocca nele case aperte, bene aerate. 
L'estate del razzo.
La calda aria del deserto che mutava i ghirigori di ghiaccio sulle finestre, cancellava l'opera d'arte. Sci e slitte improvvisamente inutili. La neve, nel cadere dal cielo freddo sul villaggio, si trasformava in una pioggia torrida ancora prima di toccare il suolo. 
L' estate del razzo.
La gente si sporgeva di sotto le verande gocciolanti a spiare il cielo che si arrossava. Il razzo stava sul campo di lancio, eruttando rosee nubi di fuoco, esalando scoppi d'aria rovente. Il razzo si levava nella fredda mattina invernale e creava l'estate ad ogni respiro dei suoi possenti ugelli di scarico.
Il razzo faceva i climi, le stagioni, e l'estate fu per un breve istante sopra la terra....

Ray Bradbury  "Cronache marziane"



In settimana è morto Ray Bradbury, uno dei miei autori preferiti.

Ho letto molta fantascienza e posso dire con certezza che non era un autore di questo genere, ma un poeta del fantastico. 

La fantascienza è solo un'anticipazione della realtà e come tale ha l'obbligo di essere credibile, il fantastico, come la vita, no.

Chiunque abbia letto "Cronache marziane" o " Il popolo dell' autunno" molto più che " Fahrenheit 451" sa di che cosa sto parlando.

D'altra parte, esagerando si potrebbe affermare che tutta la letteratura è letteratura fantastica, salvo che qualcuno non voglia credere che Ulisse, Don Quichote, padre Brown o il commissario Montalbano siano personaggi reali.

Una volta Bradbury dichiarò che sarebbe stato felice se qualche ragazzo alla sua morte avesse scritto a matita sulla sua lapide "Egli raccontava favole".
Bene, io credo che lo si possa tranquillamente accontentare......











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