sabato 29 giugno 2013

MOBY DICK

MOBY DICK

Un incipit fulminante, un romanzo che è uno dei classici più famosi, dove i significati simbolici si sovrappongono a quelli letterali, dove i piani di lettura sono molteplici e non tutti volutamente chiari. Personaggi con caratterizzazioni potenti, descrizioni minuziose ed enciclopediche, ma anche un formidabile romanzo di avventura e di formazione.
Il confronto Achab/Moby Dick, è lo scontro epico tra il bene e il male assoluto, fra un individuo ormai metà uomo e metà balena, con la sua gamba fatta con un pezzo di mandibola, e  un mostro marino immenso che divora gli uomini e le cose.


Illustrazione di Gianluca Garofalo


Moby Dick incarna il Leviathan biblico, e tutte le paure connesse al mare a quello che nelle profondità del mare si cela. Achab folle di odio la insegue per tutti gli oceani conosciuti, e lei non si sottrae allo scontro, anzi sembra aspettare di poter arrivare alla sfida finale, nella quale la dannazione e l'odio del capitano avranno il loro epilogo.
Ed è in mezzo a questa sfida titanica che Ismaele, il vagabondo, che si trova in quell' età "nella quale non sai se metter su famiglia o  perderti definitivamente per il  mondo" (Mediterraneo - Gabriele Salvatores) si imbarca, scende nell'acqua a sfidare i mostri marini e forse i suoi mostri.  

Ma chi può dire realmente che cosa si nasconda nellle profondità dell' oceano?


Killer - Van der Graaf Generator (1974)

Eppure in una rilettura più romantica, "dalla parte delle balene" potremmo dire, il Banco del Mutuo Soccorso nel 1989, si immaginò la storia di un capodoglio innamorato.......






giovedì 20 giugno 2013

MOBY DICK

MOBY DICK - Hermann Melville
Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa - non importa quanti esattamente - avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m'interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. E' un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione. Ogni volta che m'accorgo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che nell'anima mi scende come un novembre umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgo di fermarmi involontariamente dinanzi alle agenzie di pompe funebri e di andar dietro a tutti i funerali che incontro, e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in istrada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che è tempo di mettermi in mare al più presto. Questo è il mio surrogato della pistola e della pallottola. Con un bel gesto filosofico Catone si getta sulla spada: io cheto cheto mi metto in mare. Non c'è nulla di sorprendente in questo. Se soltanto lo sapessero, quasi tutti gli uomini nutrono, una volta o l'altra, ciascuno nella sua misura, su per giù gli stessi sentimenti che nutro io verso l'oceano. 

(Traduzione di Cesare Pavese)
 


 MOBY DICK - Led Zeppelin
   





MOBY DICK - DINO BATTAGLIA